Benvenuti
Oggi è lunedì, il giorno che in questo percorso dedichiamo ai colori.
Prima di iniziare, prendiamoci un momento.
Qui non c’è fretta, non c’è nulla da dimostrare e nulla da imparare a memoria.
C’è solo uno spazio in cui fermarsi e ascoltare.
Oggi incontriamo il rosso.
Il colore da cui si parte
In cromoterapia si lavora principalmente con i sette colori dello spettro, quelli che nascono dalla luce quando si scompone.
Ogni colore porta con sé una qualità, una vibrazione, un linguaggio sottile con cui possiamo entrare in relazione.
Il rosso è il primo colore che incontriamo.
Non perché sia “più importante” degli altri, ma perché è il più vicino alla vita concreta.
È il colore del sangue che scorre, del calore che ci tiene in vita, della terra fertile che accoglie i semi.
È un colore che parla al corpo prima ancora che alla mente.
Il rosso non chiede spiegazioni.
Si fa sentire.
Il rosso nel linguaggio simbolico
Da sempre, nelle diverse culture, il rosso è associato a ciò che sostiene la vita:
il fuoco
la forza
il coraggio
l’istinto di sopravvivenza
È anche il colore dei segnali di attenzione, dei confini, del “fermarsi”.
Per questo è un colore potente, diretto, sincero.
Nella visione energetica è collegato al primo chakra, Muladhara: il chakra della radice , quello che ci parla di sicurezza, stabilità e appartenenza.
È il centro che ci ancora alla terra e ci ricorda che siamo qui, adesso.
Il rosso e l’essere umano
Quando il rosso entra in relazione con noi, porta attenzione alla base dell’equilibrio personale.
Parla di:
presenza nel corpo
senso di stabilità
diritto di occupare il proprio spazio
Nella tradizione cromoterapica il rosso viene descritto come un colore tonico, stimolante, legato all’energia vitale.
Proprio per questa sua intensità, viene sempre avvicinato con rispetto, soprattutto nelle persone più sensibili.
Qui, però, non stiamo “usando” il rosso.
Lo stiamo incontrando.
Quando il rosso manca o è troppo
Ci sono momenti in cui il rosso sembra lontano.
Ci sentiamo stanchi, poco presenti, come se mancasse una base solida sotto i piedi.
Altre volte, invece, il rosso può risultare troppo intenso, quasi invadente.
Porta tensione, agitazione, fatica.
Non sono etichette.
Sono solo possibili segnali, modi diversi in cui il corpo e l’energia comunicano.
In questo spazio non c’è nulla da correggere.
C’è solo da ascoltare.
Perché iniziamo da qui
Ogni percorso di riequilibrio ha bisogno di una base.
Prima di salire, prima di espandersi, prima di andare verso ciò che è più sottile, è necessario sentire il corpo e il contatto con la terra.
Il rosso non è un colore facile, ma è un colore fondamentale.
È la radice da cui tutto il resto può prendere forma.
Un invito per questa settimana
Per i prossimi giorni non serve fare nulla di speciale.
Non serve cercare il rosso, né evitarlo.
Se ti va, semplicemente:
osserva dove è già presente nella tua vita
nota come ti fa sentire
ascolta il corpo, senza interpretare
Questo è il primo passo.
Un passo semplice, ma profondo.
La prossima volta torneremo sul rosso, non per spiegarlo meglio,
ma per sentire come dialoga con il corpo e le emozioni.
Grazie per essere qui.
Ci vediamo lunedì prossimo 🌿
Namastè💚



















